28 aprile 2008

Ecolamp & Re.media: insieme per l'ambiente




Comunicato stampa 28 aprile 2008


Accordo per un recupero più efficiente dei rifiuti elettrici ed elettronici

Ecolamp & Re.media: insieme per l'ambiente

Siglata la partnership tra due dei maggiori Consorzi dediti alla gestione dei RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.


Accordo per una logistica più efficiente nel ritiro dei RAEE
I due principali Consorzi nei rispettivi settori, Ecolamp , nella gestione delle moderne sorgenti luminose (Raggruppamento RAEE R5)*, e Re.media , per i piccoli elettrodomestici, l'information technology e l'elettronica di consumo (Raggruppamento RAEE R4)*, hanno dato vita ad un accordo con lo scopo di ottenere più efficienti sinergie sul piano logistico e la migliore attenzione alla salvaguardia dell'ambiente. L'intesa ottimizza le attività di ritiro dei RAEE dai centri di raccolta ed il loro successivo trasporto agli impianti di trattamento. L'accordo prevede che per il Raggruppamento R5 Ecolamp fornisca a Re.Media in via esclusiva sull'intero territorio italiano i servizi di raccolta e di trattamento relativi ai RAEE di competenza di quest'ultimo e viceversa per il Raggruppamento R4, Re.Media fornisca ad Ecolamp, sempre in via esclusiva sull'intero territorio italiano, servizi di raccolta e di trattamento relativi ai RAEE di competenza di quest'ultimo, in base alle assegnazioni del Centro di Coordinamento.

Un'intesa eco-compatibile
La maggiore efficienza delle attività di ritiro e trasporto si traduce in un vantaggio economico ed ambientale: ai sensibili minori consumi di carburante si aggiunge il notevole risparmio di emissioni di CO2 in atmosfera. Insieme, Ecolamp e Re.Media, infatti, sviluppano e coordinano le attività di ritiro, trasporto, trattamento e smaltimento dei RAEE ispirandosi a criteri di responsabilità, efficienza ed eccellenza produttiva e concentrandosi ciascuno sulle proprie specificità tecnico-operative. In tal modo, i due Consorzi intendono accrescere l'efficienza complessiva del nuovo sistema RAEE attraverso la valorizzazione delle competenze distintive di ciascun Sistema Collettivo e la condivisione delle piattaforme logistico-operative da essi realizzate.

Il Consorzio Ecolamp
Ecolamp, Consorzio volontario e senza fini di lucro per il recupero e lo smaltimento di apparecchiature di illuminazione è stato istituito dalle più importanti imprese del settore: General Electric, Filometallica, Leuci, Osram, Philips e Havells-Sylvania. Oggi, con più di 130 aziende aderenti e una quota pari all'85% del mercato italiano, rappresenta il più importante Consorzio del Sistema RAEE chiamato ad assicurare il corretto riciclo dei rifiuti illuminotecnici in Italia.

Il Concorzio Re.Media
Re.Media è il più grande Consorzio multifiliera italiano, con quota di mercato del 40% nei settori dell'elettronica di consumo e informatica, piccoli elettrodomestici e climatizzazione, ITC e telecomunicazioni, giocattoli, orologi, strumenti musicali ecc. Il Consorzio no-profit annovera tra i propri soci aziende leader quali Apple, Artsana, Daikin, Expert, LG, JVC, Mitsubishi, Motorola, Panasonic, Philips, Samsung, Sky, Telecom, Vodafone e conta tra i propri associati circa mille aziende.



*
Si ricorda che, per l'applicazione di processi simili di raccolta, trasporto, messa in sicurezza e trattamento, i RAEE sono stati suddivisi in base a caratteristiche di omogeneità nei seguenti 5 raggruppamenti: R1, grandi apparecchi di refrigerazione, frigoriferi, congelatori, altri grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il condizionamento; R2, altri grandi bianchi: lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici per il riscaldamento e altri grandi apparecchi elettrici; R3, tv e monitor (con e senza tubo catodico); R4, altro: apparecchiature informatiche, apparecchiature di consumo, piccoli elettrodomestici, apparecchi di illuminazione, e tutto quanto non esplicitamente presente negli altri raggruppamenti; R5, sorgenti luminose (tubi fluorescenti; lampade fluorescenti compatte; lampade a scarica ad alta intensità, comprese lampade a vapori di sodio ad alta pressione e lampade ad alogenuri metallici; lampade a vapori di sodio a bassa pressione).



Ufficio Stampa: Hill & Knowlton Gaia
Andrea Pietrarota, 06.441640327 – 335.5640825
- pietrarotaa (at) hkgaia.com


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27 febbraio 2008

Cobat: 20 anni di attivita' festeggiati con concorso "Caratteri di Piombo"



20 ANNI DI COBAT:

NEL 2008 IL CONSORZIO FESTEGGIA IL 20° ANNIVERSARIO DALLA SUA ISTITUZIONE E LANCIA IL CONCORSO GIORNALISTICO "CARATTERI DI PIOMBO"

230 MILIONI DI BATTERIE AVVIATE A RICICLO, OLTRE 1,5 MILIONI DI TON DI PIOMBO RECUPERATO, 200 MILIONI DI EURO RISPARMIATI OGNI ANNO SULLE IMPORTAZIONI, RACCOLTA ORMAI PROSSIMA AL 100%.

Mentre anche i dati sul 2007 confermano la performance di eccellenza dei 20 anni trascorsi dalla sua istituzione, il Cobat celebra questo importante anniversario con un concorso giornalistico di comunicazione ambientale rivolto a redattori e collaboratori di testate registrate su tutto il territorio nazionale, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero delle Comunicazioni, Assocomunicazione, FERPI.
Roma, 27 febbraio 2008

Una leadership lunga 20 anni nella tutela ambientale
20 anni di grandi intuizioni, di sforzi premiati, di successi costanti; questa in sintesi la storia del Cobat, il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste, istituito con l'articolo 9 quinquies del Dlgs 9 settembre 1988, n. 397 (convertito della Legge 9 novembre 1988, n. 475, modificato e confermato dal Dlgs 152/2006). Nel 2008 il Cobat festeggia un anniversario importante, che lo fotografa un efficiente sistema integrato, in grado di monitorare l'intero ciclo di vita delle batterie al piombo, dalla produzione, all'immissione nel mercato, alla raccolta, al riciclo, grazie ad una rete di 90 raccoglitori incaricati e 7 impianti di riciclo distribuiti su tutto il territorio nazionale.


20 anni di raccolta


In 20 anni il
Cobat ha raccolto 2.782.929 ton di batterie esauste, pari a circa 230 milioni di batterie avviate a riciclo e con un tasso di recupero prossimo al 100% dell'immesso al consumo. Un sistema efficiente che ha permesso di recuperare 1.558.440 ton di piombo metallo, 130.798 ton di polipropilene, e di neutralizzare 455.388 milioni di litri di acido solforico.

Le oltre 110.000 ton di
piombo recuperate ogni anno rappresentano oltre il 50% del fabbisogno nazionale di questa materia prima e la loro re-immissione nel circuito industriale si traduce in un risparmio di circa nelle importazioni di piombo da parte del nostro Paese.
Da sottolineare, infine, grazie alla disponibilità di piombo recuperato, il forte
200 milioni di euro risparmio energetico: il processo di recupero, infatti, permette una riduzione di circa il 66% dell'energia che sarebbe stata necessaria all'estrazione e produzione del metallo.


Il 2007 conferma una performance di eccellenza in tutta Italia


Attualmente il Consorzio effettua il servizio di raccolta presso quasi
59.000 produttori del rifiuto sull'intero territorio nazionale, per un numero di ritiri pari a 140.780 /anno, con un servizio di raccolta svolto presso 560 produttori ogni giorno.

Nel 2007 sono state raccolta ed inviate a riciclo 187.624 tonnellate di batterie esauste su tutto il territorio nazionale: il
50,8% è stato raccolto al nord, il 21,5% al centro, il 27,7% al sud e nelle isole.

A livello regionale la maggiore quantità di raccolta in valore assoluto è stata registrata in
Lombardia, subito dopo si collocano il Veneto, l'Emilia Romagna e il Lazio, che è al primo posto tra le regioni del Centro. La Sicilia e la Campania - in questo caso con risultati positivi in materia di rifiuti - si collocano rispettivamente al 1° e 2° posto tra le regioni del Sud e le Isole.

Il Cobat conferma, dunque,
risultati di eccellenza anche per i dati dell'anno da poco trascorso, assicurando anche un completo monitoraggio del flusso di raccolta e invio a riciclo grazie ad un sistema informatico che in tempo reale assicura la completa tracciabilità di questi rifiuti pericolosi fino all'invio agli impianti di riciclaggio.



UN ANNO DI INIZIATIVE ED EVENTI SPECIALI:
IL CONCORSO GIORNALISTICO
"CARATTERI DI PIOMBO"


Eventi ed iniziative speciali arricchiranno il già denso programma consueto di attività del Cobat, con un logo celebrativo che accompagnerà tutte le attività dell'anno.

Caratteri di piombo è il titolo del concorso giornalistico nazionale promosso dal Cobat - con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero delle Comunicazioni, Assocomunicazione, FERPI - e che entro l'autunno premierà a Roma gli autori di articoli giornalistici che con più efficacia, originalità e qualità avranno contribuito alla diffusione di un'informazione corretta su un tema importante come il compito di tutela ambientale e della raccolta e riciclo delle batterie al piombo esauste svolto dal Cobat.

L'obiettivo assunto è quello di stimolare e promuovere una riflessione sempre più attenta, competente e tempestiva da parte dei media su un tema cruciale come quello della gestione dei rifiuti e delle batterie al piombo esauste in particolare, svolto dal Cobat.


Nel titolo del concorso il
richiamo al piombo - materia prima preziosa che grazie al Cobat moltiplica la sua vita con risparmio economico di energia e di impatto sull'ambiente - e ad un'epoca in cui la stampa e il giornalismo passavano per l'assemblaggio delle pagine con i 'caratteri mobili' di piombo - rimandando simbolicamente allo spirito nobile e pionieristico che ancora oggi anima la passione del vero giornalismo - vuole porre l'attenzione sull'importanza di una sinergia tra operatività quotidiana e promozione di una coscienza ambientale diffusa, che innegabilmente la stampa può alimentare.

I lavori in concorso saranno valutati da una giuria di esperti e professionisti della comunicazione e del giornalismo:
Antonio Cianciullo, inviato de la Repubblica, Presidente della Giuria, Enzo Argante, Direttore di Tempo Economico, Federica Cingolani, giornalista ambientale, Gianluca Comin, Presidente FERPI, la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, Jacopo Giliberto, Il Sole 24Ore, Giuseppe Rovera, giornalista e autore RAI.

Nel corso di una cerimonia che si terrà entro la fine dell'anno, saranno premiati gli autori selezionati con l'assegnazione di
n. 9 premi di categoria (stampa, radio e TV) e n. 3 premi speciali ("giovani", "nuovi media" e "stampa specializzata di settore").

Il bando del concorso, unitamente a tutte le informazioni utili ed i materiali informativi per i partecipanti sono diponibili sul sito Cobat all'indirizzo
www.cobat.it/caratteridipiombo .

Segreteria Organizzativa "Caratteri di Piombo":
Hill&Knowlton Gaia Angelica Mormando: 06 441640308 - mormandoa @hkgaia.com - ufficiostampa @cobat.it



30 novembre 2005

Proteste contro centrale a biomasse Marcegaglia

Le proteste di cittadini e coltivatori hanno indotto la sospensione dei lavori di recinzione dell'area sulla quale il gruppo Marcegaglia intende realizzare una centrale a biomasse. La protesta nasce dal timore che il combustibile utilizzato dall’impianto sia per la maggior parte derivato dai rifiuti solidi urbani e non da biomasse ottenute dagli scarti della produzione agricola.

Su richiesta del sindaco di Cerignola, Matteo Valentino, la prefettura di Foggia ha convocato per il primo dicembre prossimo un incontro a cui sono stati invitati a partecipare i rappresentanti del gruppo Marcegaglia e delle organizzazioni agricole e dei cittadini e la Regione Puglia, rappresentata dall'assessore alla Solidarietà ed ex sindaco di cerignola Elena Gentile.



Tratto da
Quotidiano Energia

11 novembre 2005

Nasce www.quotidianoenergia.it


Nato il nuovo quotidiano on-line dell'energia

Questo il sommario di www.quotidianoenergia.it venerdi 11 novembre, aggiornato alle ore 9:43

Emergenza gas, commissione Map chiude i lavori
Intanto si valutano responsabilità operatori
La commissione del Map che si è occupata dell’emergenza gas dello scorso febbraio-marzo, che ha comportato il ricorso alle scorte strategiche e l’interruzione delle forniture interrompibili, a quanto appreso da QE, sta per chiudere i lavori e ufficializzare il rapporto conclusivo

...ma l'emergenza potrebbe ripetersi
Non sono intervenute novità nelle disponibilità da stoccaggio per lasciar pensare che nel prossimo inverno la situazione di emergenza non debba ripetersi nuovamente, anzi in misura ancora maggiore.

Scorte d’obbligo, il testo del decreto del Map
È stato pubblicato sul sito del ministero delle Attività Produttive il decreto di proroga delle misure di rilascio delle scorte petrolifere di riserva.

Aie: non va oltre l’1,5% la crescita della domanda nel 2005

È stato pubblicato oggi l’Oil Market Report di novembre dell’Agenzia internazionale dell’Energia. Riviste leggermente al ribasso le stime della domanda petrolifera mondiale rispetto al precedente rapporto: 83,35 milioni di barili/giorno per l’intero 2005 (70.000 b/g in meno rispetto alle previsioni di ottobre), pari ad un incremento di 1,20 milioni di barili/giorno rispetto a quanto registrato nel corso del 2004.

Consumi elettrici, la prima volta di Terna

Scendono ad ottobre i consumi elettrici. La quantità di energia elettrica richiesta è stata pari a 27,6 miliardi di kWh, in calo dello 0,5% rispetto allo stesso mese del 2004 e dello 0,6% su base congiunturale.

Ue: Barbaso vice d.g. Commissione Energia

E’ l’italiano Fabrizio Barbaso il vice-direttore generale della Commissione Energia, nell’ambito della riorganizzazione della macchina burocratica comunitaria voluta dal presidente José Manuel Barroso.

Il Consiglio di Stato dà ragione all'Autorità
Con sentenza del 14 ottobre, il Consiglio di Stato – a quanto appreso da QE - ha sospeso l’efficacia della sentenza del Tar Lombardia che, a suo tempo, aveva annullato la delibera n. 248/04 dell’Autorità per l’energia che modificava il meccanismo di indicizzazione della componente “materia prima gas”

Borsa elettrica, Enel "calmiera" i prezzi
La prima settimana del mese vede prezzi in flessione sulla Borsa elettrica. Secondo Energy Advisors (vedi rubrica analisi della borsa elettrica) ciò è spiegabile

Api-IP: parte il 15 la campagna di marketing
Una sola gestione, ma due marchi ben distinti. Sarà questo il messaggio portante della campagna di marketing, al via il 15 novembre, studiata dall’Api per comunicare al grande pubblico l’acquisizione del 100% della rete IP. Risponde a questo scopo lo slogan che a partire dalla prossima settimana troveremo e ascolteremo su stampa, tv e radio: “Api-IP dovunque c’è strada”.

Enea: Paganetto, confermato commissario, lamenta mancanza fondi
Il consiglio dei ministri ha confermato oggi Luigi Paganetto nel ruolo di commissario straordinario dell’Enea e Claudio Regis e Corrado Clini come vice commissari, fino alla ricostituzione degli organi ordinari dell’ente e comunque per non oltre dodici mesi.

Deleghe “Comunitaria” e “Marzano”, si valuta la proroga
La complessità della materia ed i tempi ormai estremamente ristretti disponibili per l’attività parlamentare prima della scadenza della legislatura, sono all’origine della probabile proroga dei termini per l’esercizio delle deleghe conferite dalla Legge Comunitaria 2004 (approvata nello scorso aprile) al governo

Paul Mannes (Total) a QE su presenza in Italia e infrazione UE
Cambio alla guida della direzione Rete di Total Italia: dal 1° novembre Antonio Fedele ha lasciato l’incarico per assumere la responsabilità della direzione Specialità (lubrificanti, Gpl, bitumi, aviazione, marina e solventi) e della Gestione e dello Sviluppo dei Clienti Strategici. Al suo posto è arrivato il belga Paul Mannes, già direttore generale di Total Ungheria.

Cominciata con l'AU la partita dell'elettricità 2006
E’ partito con l’Acquirente Unico il confronto sulla ripartizione dell’elettricità tra mercato libero e vincolato per il 2006. La società guidata da Nando Pasquali
Gnl Brindisi: via ai lavori tra una girandola di ricorsi
Sono cominciati il 2 novembre i lavori per la realizzazione del terminale di rigassificazione Gnl di Brindisi: una chiatta ha depositato pietrisco nello specchio di mare di Capo Bianco, nell'ambito dei lavori relativi alle opere propedeutiche alla realizzazione della colmata sulla quale sorgerà l'impianto di Brindisi Lng (100% BG).

L’energia nella manovra per il 2006
Con 163 voti favorevoli e 126 contrari, l'assemblea del Senato ha approvato l'emendamento del Governo interamente sostitutivo del decreto-legge fiscale n. 203/2005 del 30 settembre (ddl 3617) sul quale era stata posta la questione di fiducia.

Cominciata con l'AU la partita dell'elettricità 2006
E’ partito con l’Acquirente Unico il confronto sulla ripartizione dell’elettricità tra mercato libero e vincolato per il 2006. La società guidata da Nando Pasquali

Gnl Brindisi: via ai lavori tra una girandola di ricorsi
Sono cominciati il 2 novembre i lavori per la realizzazione del terminale di rigassificazione Gnl di Brindisi: una chiatta ha depositato pietrisco nello specchio di mare di Capo Bianco, nell'ambito dei lavori relativi alle opere propedeutiche alla realizzazione della colmata sulla quale sorgerà l'impianto di Brindisi Lng (100% BG).

L’energia nella manovra per il 2006
Con 163 voti favorevoli e 126 contrari, l'assemblea del Senato ha approvato l'emendamento del Governo interamente sostitutivo del decreto-legge fiscale n. 203/2005 del 30 settembre (ddl 3617) sul quale era stata posta la questione di fiducia.

Eni, utile +48% e produzione a 11%
Il cda dell’Eni ha approvato i risultati del terzo trimestre e dei primi nove mesi. Nel trimestre l’utile netto è stato pari a 2,4 miliardi di euro con un aumento pari al 47,6% dovuto essenzialmente all’incremento dell’utile operativo. I ricavi hanno raggiunto 17,4 miliardi di euro (+37%) mentre l’indebitamento finanziario netto al 30/9 era di 6,4 miliardi con un calo del 45% rispetto alla fine del 2004.

Upstream Adriatico: Petroceltic al 60% di Elsa 1
La compagnia petrolifera irlandese Petroceltic International ha esercitato il suo diritto di prelazione sulla licenza B.R.268 RG, nel Mare Adriatico centrale a ridosso della costa abruzzese, portando la sua quota dal 15 al 40%.

21 ottobre 2005

Energie alternative e trasporto ferroviario: Trenitalia prima in Europa

Presentato il PVTrain, il 1° treno ad energia solare d’Europa: dal sole energia pulita per aria condizionata, illuminazione, sicurezza.
Un nuovo importante risultato dell’impegno ambientale dell’azienda, confermato dai dati del Rapporto Ambientale 2005














3 anni di sperimentazione, 1.250.000 euro investiti, 10 prototipi realizzati

Presentati oggi a Roma i risultati conclusivi del “Progetto PVTrain”, la sperimentazione affidata a Trenitalia dall’Unione Europea
, nell’ambito del Progetto Life Ambiente, per valutare le potenzialità dell’applicazione su larga scala delle energie rinnovabili nel trasporto ferroviario. “PVTrain”, acronimo di “Treno Fotovoltaico”, questo il nome di un progetto inizialmente biennale e poi prorogato di un anno per la rilevanza dei risultati raggiunti: la prima sperimentazione dei pannelli solari in ambito ferroviario, che ha portato alla realizzazione di 10 prototipi allestiti con pannelli solari sul tetto. Il progetto ha comportato un investimento complessivo di 1 milione e 250mila euro, di cui circa la metà concessi come finanziamento dal Progetto Life Ambiente, che ha promosso nel nostro Paese, dal 1992 ad oggi, 230 progetti, il numero più alto fra tutti gli stati membri, con oltre 69 milioni di euro di contributi comunitari.

Al convegno tecnici ed esperti con il Ministro Altero Matteoli

Al convegno hanno partecipato il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli, l’Amministratore Delegato di Trenitalia Roberto Testore, oltre ad un panel di tecnici ed esperti che hanno ripercorso le tappe del progetto appena concluso e valutato le positive ricadute per lo sviluppo del settore ferroviario nel futuro.

Dai pannelli fotovoltaici: energia pulita sempre disponibile

Fino ad oggi le uniche applicazioni di fonti energetiche alternative hanno riguardato la segnaletica e le strutture fisse; con il Progetto PVTrain, l’energia fotovoltaica prodotta è disponibile per alimentare gli accumulatori presenti sui mezzi, sia durante le fasi di sosta dei convogli che in viaggio, e può essere utilizzata per alimentare i sistemi di illuminazione e condizionamento dei vagoni passeggeri, il riscaldamento e gli elevatori dei pantografi nei locomotori e, infine, i sistemi di sicurezza e controllo, sulla base della tecnologia GPS (Global Positioning System) per i carri merci. Il Progetto ha portato alla realizzazione dei prototipi di 5 vagoni passeggeri, 3 vagoni merci e 2 locomotori, così da testare concrete potenzialità di applicazione su diversi tipi di mezzi.

I vantaggi ambientali: meno CO2 e più vita agli accumulatori

I vantaggi ambientali connessi costituiscono il vero plus del Progetto: anzitutto il risparmio di emissioni di anidride carbonica (CO2), grazie all’impiego di energia solare in sostituzione della produzione da centrali convenzionali, un risparmio di 750 gr ogni KWh prodotto in modo convenzionale. Altro risultato a vantaggio dell’ambiente, è quello legato all’allungamento del ciclo di vita degli accumulatori, per i quali la fornitura continua di energia evita continui cicli di carica-scarica. Questo allungamento del ciclo di vita si traduce in minori quantità di rifiuti pericolosi da smaltire.

Roberto Testore: “Trenitalia crede nell’ambiente e guarda alle rinnovabili”

Roberto Testore, Amministratore Delegato di Trenitalia, nel presentare i risultati di questa sperimentazione ha affermato che “Trenitalia vanta una politica di grande sensibilità e attenzione in campo ambientale, rinnovata in questi ultimi mesi attraverso le certificazioni, una rendicontazione sempre più attenta e il contenimento sempre più significativo degli impatti ambientali prodotti delle attività industriali del trasporto ferroviario, già oggi i più bassi fra tutte le modalità di trasporto moderne”. “In questo sforzo – ha proseguito l’ingegner Testore – abbiamo guardato con interesse alle fonti rinnovabili e, nello specifico, al fotovoltaico che, anche in considerazione dei possibili meccanismi premianti di tipo economico, come i certificati verdi, possono garantire importanti risultati ambientali, con una compatibilità economica tale da immaginare un’applicazione su scala industriale”.

Il futuro del PVTrain

Le più interessanti applicazioni della sperimentazione condotta sembrano potersi individuare nel settore merci, specie per quanto riguarda il trasporto di merci preziose, come i tabacchi, o pericolose. Trenitalia, infatti, ha già previsto e stanziato investimenti per l’acquisizione nel prossimo futuro di 300 nuovi vagoni adibiti al trasporto delle merci pericolose, che potrebbero notevolmente beneficiare dell’energia fotovoltaica per l’alimentazione di sistemi di allarme e blocco e sistemi avanzati di controllo automatico (parametri di viaggio e di condizione del carico) per aumentare ulteriormente la sicurezza del trasporto delle merci pericolose.

Il Rapporto Ambientale 2005: viaggiare secondo natura
con il mezzo più sostenibile
Nell’ambito del convegno è stato presentato il Rapporto Ambientale 2005 di Trenitalia, che ha permesso di tracciare un nuovo bilancio positivo sui vantaggi ambientali legati al trasporto ferroviario: nel triennio 2001-2004, ad esempio, si è pervenuti ad una riduzione del 18% dei consumi di acqua industriale, il 90% dei rifiuti di ferro e metalli sono stati destinati a recupero e riciclo ed il 70% degli imballaggi inviati a recupero, 21 impianti sono stati certificati o sono prossimi a certificarsi secondo lo standard ambientale ISO 14001. I dati presentati nel Rapporto 2005, confermano l’impegno di Trenitalia per il miglioramento delle performance ambientali nella conduzione di tutte le proprie attività e rilanciano il treno come il mezzo di trasporto ecologico per eccellenza: per ogni persona che viaggia da Milano a Napoli, un treno Eurostar permette di risparmiare, per ogni passeggero, 90 kg di CO2 rispetto al trasporto aereo e 25 kg rispetto all’auto.

Gli indicatori ambientali: maggior efficienza energetica, minori consumi di risorse, più raccolta differenziata

Tutti i principali indicatori ambientali, nel periodo 2001-2004, mostrano un progressivo miglioramento, sia per quanto riguarda le attività di servizio, sia quelle industriali di Trenitalia. Pur a fronte di un aumento delle attività di trasporto (passeggeri +10,98%; merci +5%), si sono ridotti i consumi di energia per trazione, complessivamente dell’8,7%, un risultato maturato dal 1996 al 2004 grazie all’introduzione di nuove e più efficienti carrozze e locomotrici, specie nel settore del trasporto merci, dove il risparmio relativo specifico (per ton-km) è stato del 28,4%. Anche le emissioni in atmosfera sono in riduzione, sia per quanto riguarda il trasporto diesel (emissionid i tipo diretto) che quello elettrico (emissioni indirette). La CO2 equivalente da trazione diesel, ad esempio, si è ridotta del 15,4% (valore più che doppio rispetto alla riduzione percentuale assunta come impegno da raggiungere entro il 2012 a livello nazionale nell’ambito del Protocollo di Kyoto). Risparmiati, dal 2001 al 2004, circa 500.000 metri cubi d’acqua per uso industriale, ridotto il quantitativo di rifiuti prodotti per unità di traffico, passato da 0,91 g/UT nel 2001 a 0,79 nel 2004. Risultati positivi anche per la raccolta differenziata e l’avvio al riciclo: il 100% degli oli esausti e delle componenti al piombo degli accumulatori vengono inviati a recupero.

Dati sulla sicurezza: una delle reti più sicure in Europa

Il Rapporto Ambientale, infine, traccia il quadro di una realtà fra le più sicure d’Europa, con valori quasi dimezzati dal 1996 al 2004 per i dati relativi ad incidenti sui mezzi in circolazione. Confrontando gli indici relativi agli incidenti tipici delle principali reti ferroviarie europee, si evince che la situazione in Italia è la migliore, con un valore nel 2003 di 0,2 per il nostro Paese, 0,65 per la Francia e 0,6 per la Svizzera.
In diminuzione anche gli indici relativi a gravità (passato da 1,56 del 2001 a 1,21 del 2003) e frequenza degli infortuni sul lavoro (da 47,23 del 2001 al 34,19 del 2003).

07 settembre 2005

Fonti rinnovabili: Italia fanalino di coda in Europa. APER promuove una procedura di infrazione presso l’UE contro i ritardi del Governo




All’Italia ancora una volta la maglia nera nella corsa allo sviluppo europeo

“L’italia, contrariamente a quanto espresso nelle intenzioni, dimostra di non avere, tra le proprie priorità, lo sviluppo del mercato energetico da fonti rinnovabili”. Con queste parole
APER, Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili, segnala alle istituzioni europee le inadempienze del Governo rispetto ai piani di sviluppo delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale. APER, con l’assistenza dello Studio Legale Bucello Croci Piscitelli Viola, ha infatti promosso presso la Commissione dell’Unione europea l’apertura di una procedura di infrazione per inadempienza da parte del Governo Italiano, che nei fatti rischia di scoraggiare il raggiungimento delle quote di produzione di energia che, ai sensi della normativa comunitaria vigente (77/2001 CE), dovrebbero oggi essere ottenute a partire da fonti rinnovabili.

Le fonti rinnovabili come unica strada verso lo sviluppo sostenibile

È noto che, dal punto di vista tecnico, le fonti energetiche rinnovabili (FER) offrono un potenziale teoricamente inesauribile, nonché un impatto ambientale pressoché nullo, al contrario dei combustibili fossili (carbone, gas e petrolio), generatori di sostanze inquinanti e gas a effetto serra, responsabili tra l’altro di allarmanti alterazioni del clima. È per questo che l’Unione Europea, in osservanza con quanto auspicato dal Protocollo di Kyoto, ratificato in Italia nel 2002, ha deciso di puntare in maniera decisa sulla promozione delle rinnovabili.

L’Italia dovrebbe raddoppiare in 5 anni l’energia elettrica da fonti rinnovabili
Secondo quanto contenuto nella Direttiva 2001/77/CE che stabilisce, per tutti gli Stati membri, delle quote minime di energia da produrre nei prossimi anni attraverso FER, l’Italia dovrà raggiungere entro il 2010 l’obiettivo di copertura del 22% dei propri consumi mediante elettricità prodotta esclusivamente attraverso fonti rinnovabili. Questo significa colmare, in 5 anni, la lacuna esistente rispetto alla quota prodotta oggi che si attesta attorno al 16%; un traguardo questo che, in assenza di precise politiche di sviluppo e incentivazione, ancora lontane dall’essere varate, non sembra raggiungibile, soprattutto se i consumi di elettricità degli italiani crescono al ritmo del 2,5-3% all’anno, e non per un boom economico (crescita del PIL attorno a zero), bensì per un aumento delle esigenze non accompagnato da investimenti in efficienza e risparmio energetico.

2 anni di ritardi e lacune dal legislatore italiano

Nonostante, infatti, le indicazioni della Direttiva comunitaria siano state formalmente recepite, con, il Decreto Legislativo 387 del 2003, seppur approvato con 4 mesi di ritardo, contrariamente alle aspettative tale Decreto non pone in atto alcuna misura concreta, bensì istituisce un lungo elenco di provvedimenti attuativi per il raggiungimento degli obiettivi preposti, la maggior parte dei quali ha superato pesantemente le date previste a livello europeo per l’entrata in vigore.
Attualmente è di oltre due anni il ritardo accumulato dal Governo italiano nella realizzazione delle varie fasi indicate dalla normativa di recepimento. Una situazione che, inevitabilmente, si traduce in un rallentamento nel processo di raggiungimento degli obiettivi e nell’impossibilità degli operatori di ricevere segnali netti di intervento a favore delle rinnovabili e pianificare investimenti, scelte tecnologiche e assunzioni.

Le drammatiche conseguenze:
a rischio investimenti per 7,5 miliardi di € oltre a 2 miliardi di € in più all’anno fra bolletta energetica e costi di Kyoto
Per avere un’idea di quanto questi ritardi possano incidere, oltre che sull’ambiente, sullo sviluppo economico del comparto energetico italiano e sull’intero indotto, basti pernsare che la sola costruzione degli impianti necessari a raggiungere nel 2010 l’obiettivo liberamente accettato in ambito europeo, permetterebbe la realizzazione di investimenti diretti da parte dei privati per oltre 5 miliardi di euro, senza contare le opportunità per l’indotto del settore che ne movimenterebbe almeno un’altra metà. Oltre a ciò si è verificato che il dispiegamento di impianti rinnovabili secondo gli obiettivi assunti dall’Italia in sede europea consentirebbe di ridurre di oltre un miliardo di euro all’anno l’esborso di valuta per l’acquisto di combustibili fossili, mentre una cifra simile sarebbe il risparmio annuo sulle attese multe previste per il mancato adempimento del Protocollo di Kyoto. Una situazione in controtendenza rispetto alle indicazioni di Kyoto e che non consente all’Italia di sviluppare un mercato, come quello delle energie rinnovabili, che cresce a livello europeo con un ritmo del 35% annuo e che sta facendo registrare, nei Paesi che vi hanno puntato, concreti risultati in termini di crescita economica e ricaduta occupazionale.

Longo, presidente APER: “L’Italia colmi il divario che ci separa, su Ambiente e Energia, dall’Europa”

“È importante che il Governo italiano onori gli impegni assunti in sede europea, dotandosi di un apparato normativo snello, agile e chiaro in grado di colmare le lacune create dalla mancata applicazione del decreto legislativo 387/2003 e restituire fiducia a tutti quegli operatori che, dopo aver investito nella produzione di energia pulita, sono stati costretti a smobilitare i propri piani”. Con queste parole l’ing. Roberto Longo, presidente di APER, sintetizza la posizione dei produttori di energia da fonti rinnovabili. “Solo per portare l’esempio del fotovoltaico – ha continuato Longo - la fonte più vicina alle famiglie, mentre in Italia dal 2001 ad oggi sono stati installati solo 30 MW di nuovi impianti, in Germania, nello stesso periodo, sono stati superati i 700 MW di nuove installazioni, di cui oltre 350 MW nel periodo 2003-2004”. “Questo è solo un esempio della situazione in cui si trova l’Italia e dei rischi che corre – ha concluso il presidente di APER – e oggi è chiaro che sono ridotte sia le possibilità Italiane di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità accettati a Bruxelles e a Kyoto, sia ogni chance di competitività del nostro Paese in un comparto industriale che ha creato negli altri Paesi centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro e opportunità di sviluppo industriale”

Chi è APER?

APER, Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili, è la prima Associazione nazionale in quanto a rappresentatività delle fonti rinnovabili e una delle maggiori in Europa. Opera senza fini di lucro nell’ambito della promozione delle fonti rinnovabili e la tutela degli interessi dei produttori a livello nazionale e internazionale. L’Associazione conta oltre 250 produttori, dai piccoli produttori indipendenti ai grandi gruppi industriali, rappresentando tutte le fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, biomasse, biogas, fotovoltaico), con una potenza installata superiore a 2.000 MW e una produzione di energia elettrica pari a circa 7 miliardi di kWh, proveniente dagli oltre 400 impianti dei propri associati.

Entro dicembre un’importante verifica comunitaria

La segnalazione promossa dall’APER impone alla Commissione, come atto dovuto, l’avvio di una verifica e di indagini. Quest’attività “investigativa” sarà molto utile alla luce della previsione, entro il 31 dicembre 2005, della pubblicazione da parte della Commissione Europea di una relazione sullo stato di adempimento della direttiva stessa da parte di ciascun Paese membro che proponga al Parlamento europeo e al Consiglio, qualora venga accertata l’inefficacia delle misure adottate e delle azioni promosse, azioni e misure da imporre al Paese inadempiente.